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ATTAC Svizzera sostiene l’iniziativa stopOGM

Il 27 novembre prossimo, il popolo svizzero si pronuncerà sull’iniziativa "stopOGM" o "per alimenti prodotti senza manipolazioni genetiche", che intende instaurare una moratoria di 5 anni sull’uso degli organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura. ATTAC sostiene attivamente questa iniziativa ed invita i propri membri e simpatizzanti a votare SI per diversi motivi, qui di seguito esposti.

Gli OGM non sono frutto del caso, bensì il risultato di una scelta delle multinazionali del settore agroalimentare, le uniche in grado di finanziare le costose ricerche necessarie per creare delle nuove specie. Per giustificare questi straordinari investimenti, che ammontano a miliardi di franchi, i giganti industriali quali Monsanto o Syngenta devono poter commercializzare gli OGN senza restrizioni: qualunque limite alla loro introduzione sul mercato equivarrebbe in realtà ad un’insostenibile perdita finanziaria. È in questa logica che funzionano le politiche del commercio internazionale. L’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) impone il "principio di similitudine" secondo il quale ogni provvedimento rivolto a segnalare le differenze tra prodotti simili costituisce un impedimento al suo commercio e viene dunque bandito. Ciò comporta il divieto dell’indicazione “OGM” su un’etichetta, cosa che non permette alle consumatrici ed ai consumatori di orientarsi verso altri prodotti. Questa politica di etichettatura è già stata considerata un ostacolo non necessario al commercio. Il Fondo monetario internazionale (FMI) subordina d’altronde la concessione di fondi ai paesi indebitati, al consenso alle coltivazioni OGM sul loro territorio. Questo meccanismo presenta una duplice conseguenza: l’introduzione di OGM nell’ambiente, con il rischio che si disseminino senza controllo, e la produzione di alimenti geneticamente modificati destinati all’esportazione.

Questa logica minaccia qualunque prospettiva alternativa a quella proposta dall’industria agroalimentare. Votare SI all’iniziativa equivale a difendere la possibilità di una produzione agricola basata su una prospettiva alternativa, più ecologica e più democratica. Una prospettiva basata sui tre principi da noi difesi:

1. ATTAC si impegna in favore della sovranità alimentare, vale a dire per il diritto fondamentale di ogni paese di controllare le proprie politiche agricole, e di scegliere dunque liberamente il tipo di produzione, di sementi e le quantità, secondo le necessità della popolazione. Questo concetto implica al tempo stesso il diritto di proteggere i propri mercati locali grazie a una politica di aiuti agli agricoltori in caso di bisogno, e di tutela di fronte ai prodotti di dumping provenienti dall’estero. Questi due provvedimenti sono fondamentali per salvaguardare l’agricoltura locale. Le politiche agricole vengono sempre più spesso decise in seno alle istituzioni internazionali (OMC, Banca mondiale e FMI), ampiamente condizionate dalle lobby delle multinazionali del settore agroalimentare e che impongono ai paesi l’apertura dei loro mercati ai prodotti d’esportazione. Inoltre, la produzione ed i brevetti delle sementi OGM sono controllati da alcune multinazionali come Monsanto e Syngenta, sfuggendo in tal modo a qualsivoglia controllo nazionale e democratico. Questo dominio sugli esseri viventi è dunque un non diritto fondamentale. Non ultimo, queste sementi, come anche le sostanze chimiche che ne permettono una coltivazione ottimale, devono essere riacquistate di anno in anno, asservendo così i produttori alle multinazionali fornitrici. Si arriverà così, in breve, ad una privatizzazione della natura.

2. ATTAC sostiene lo sviluppo sostenibile basato su un’economia di prossimità, sul rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla tutela dell’ambiente. Orbene, l’impiego di OGM in agricoltura è totalmente incompatibile con uno sviluppo durevole e sostenibile. La scelta di sementi OGM è limitata, e la produzione - perché sia conveniente - deve essere fatta su larga scala, a scapito delle biodiversità e della tutela dei piccoli appezzamenti agricoli, che nell’agricoltura svizzera prevalgono. Inoltre, contrariamente ai concetti diffusi, non è vero che gli OGM richiedano un uso più limitato di pesticidi - il 99% delle piante OGM sono tolleranti a un erbicida totale o producono esse stesse una sostanza insetticida - provocando viceversa un inquinamento del suolo inaccettabile in un’ottica di sviluppo durevole e sostenibile. Infine, i capitolati previsti per le produzioni biologiche e per i prodotti DOC non prevedono alcun organismo geneticamente modificato. La coabitazione di coltivazioni transgeniche e non transgeniche è impossibile, soprattutto nella configurazione dell’agricoltura svizzera, dove le parcelle sono piccole e spesso embricate le une nelle altre: la disseminazione dei pollini con il vento o con le api provocherebbe in brevissimo tempo una contaminazione delle coltivazioni non transgeniche.

3. ATTAC difende con forza il principio della sicurezza alimentare, che è sinonimo di ricerca di una copertura quantitativa e qualitativa dei bisogni elementari di acqua ed alimenti. Gli OGM vengono venduti dalle multinazionali come strumento per contrastare la fame e la denutrizione nel mondo. Ma fame e denutrizione non sono dovute, oggi come oggi, ad una mancanza di alimenti - la produzione alimentare a livello mondiale è infatti ampiamente sufficiente per sfamare tutta la popolazione mondiale - bensì ad una cattiva distribuzione delle risorse e ad un impoverimento delle popolazione del Nord e del Sud che non sono più in grado di avere un accesso adeguato all’alimentazione. Infine, la sicurezza alimentare implica anche la nozione di sicurezza sanitaria dei prodotti destinati all’alimentazione umana. Ed in questo caso, non è stato ancora dimostrato con chiarezza che gli OGM non siano, nel lungo termine, dannosi alla salute degli esseri umani.

Per tutti questi motivi, ATTAC Svizzera appoggia l’instaurazione di una moratoria di cinque anni sull’impiego degli OGM nell’agricoltura svizzera.

 

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