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attac svizzera
Ginevra, 11 novembre 2005
Questa settimana attac svizzera ha preso atto con soddisfazione e gioia che il Gran Consiglio del Cantone Basilea-Città, ed il consiglio comunale di Zurigo hanno deciso di dichiarare entrambe le città «zone libere dal GATS». Così il numero dei comuni svizzeri che hanno aderito alla campagna lanciata da attac svizzera all’inizio di quest’anno sale a circa 80. Ne fanno parte anche le tre città svizzere con il numero più alto di abitanti Zurigo, Ginevra e Basilea. A livello europeo, già oltre 1.000 comuni si sono dichiarati liberi dal GATS.
Con le risoluzioni approvate, i parlamenti locali sottolineano che le prestazioni del servizio pubblico come salute, istruzione, traffico pubblico, approvvigionamento di acqua e fornitura di energia elettrica devono continuare ad essere accessibili per l’intera popolazione e sotto controllo democratico. Negli interventi si tratta concretamente di chiedere una moratoria sull’accordo generale sugli scambi di servizi AGCS (GATS General Agreement on Trade in Services) che è attualmente oggetto di nuove negoziazioni presso l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Quest’accordo prevede di rendere accessibili alle grandi multinazionali anche i settori del servizio pubblico fino ad ora protetti.
Come spiega Alessandro Pelizzari di attac svizzera, contrariamente alle affermazioni della delegazione svizzera, sotto le direttive del seco, di togliere il servizio pubblico dai negoziati in corso, persiste il pericolo reale di un’ulteriore liberalizzazione dei settori istruzione e acqua. Essendo i negoziati attualmente bloccati, i Paesi membri vengono esortati a fare maggiori concessioni affinché si possano mostrare i risultati dei negoziati alla Conferenza dei ministri dell’OMC che si terrà ad Hongkong in dicembre. Dalla Svizzera vengono concretamente richieste liberalizzazioni nei settori acqua (EU), servizi postali (EU e USA) e istruzione (USA).
Le risoluzioni delle città di Basilea e Zurigo sono un messaggio importante al seco e all’OMC di non sottomettere il servizio pubblico alle regole del gioco della concorrenza internazionale. Numerosi movimenti sociali e NGOs richiamano l’attenzione sul fatto che la liberalizzazione del commercio mondiale avviene esclusivamente al servizio dei grandi gruppi d’impresa dei Paesi ricchi e che negli ultimi anni il divario tra il Nord e il Sud e tra i poveri e i ricchi si è notevolmente inasprito. Il fallimento della Conferenza dei ministri di Hongkong potrebbe pertanto aprire uno spazio per una politica di sviluppo alternativa.
attac svizzera accoglie con soddisfazione le risoluzioni anche in quanto espressione della crescente resistenza contro la politica dei tagli allo stato sociale alla quale il servizio pubblico a livello locale è esposto da diversi anni. In questo senso offrono anche una base per future mobilizzazioni comuni contro i piani di risparmio e di privatizzazione della Confederazione, dei cantoni e dei comuni.
Ulteriori informazioni: www.svizzera.attac.org e stoppgats.ch
Contatto per i media: Alessandro Pelizzari, attac svizzera, 078 600 70 93
traduzione Monique Messina-Bieri, Coorditrad
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